audiodescrizione per spettatori non vedenti o ipovedenti: 19 ottobre, “Mortaccia” con Veronica Pivetti, Teatro Ghione di Roma

by on Ott 9, 2014 in Teatro
dal Sito: http://www.teatroghione.it/stagione/item/veronica-pivetti  

Mortaccia

Audiodescrizione 19 ottobre ore 17.00

Mortaccia
con Veronica Pivetti testo e regia Giovanna Gra
 
Difficile definire Mortaccia. Personalmente la ritengo un contagio, e se proprio dovessi indicare una lontanissima parentela andrei a cercare (sperando che il paragone non sembri presuntuoso) nella direzione di Rocky Horror Picture Show, il mito musicaltrasgressivo per eccellenza. L’idea, o, più precisamente, la scommessa di questo spettacolo, è che tutti gli elementi (la musica, la storia, i personaggi e l’aldilà, mescolati insieme) potessero risultare accattivanti e godibili nonostante l’argomento, ardito e temuto. Del resto, la morte sarà anche un tabù, ma i teschi sono ormai effige per il marketing e dietro alle icone quotidiane si nascondono, spesso, urgenze e desideri. Un’inconscia voglia di parlare e, quindi, di esorcizzare. Senza dubbio la materia è delicata. Per questa ragione le scelte musicali dello spettacolo sono state ragionate a lungo, così come il linguaggio, in ogni sua parte. Ed ecco l’intenso anno di lavoro, di ricerca, di collaborazione e di baruffe con l’ottimo Maurizio Abeni che ha realizzato le musiche che accompagnano il testo di questo ‘mini musical’.   Anche se, in verità, Mortaccia non è un musical. Non è un film, non è nemmeno un’opera o una romanza… Ma allora cos’è? Forse, per capire, dovremmo partire dalla protagonista: Veronica Pivetti. Chi la conosce bene lo sa: Veronica, è una persona sempre in cerca. Non stupisce quindi che si sia infatuata di un progetto sperimentale come questo. Ed essendo una fra le attrici più simpatiche nel nostro panorama nazionale, ci è sembrata perfetta nei panni di un personaggio che, certo, simpatico non è. La Mortaccia che ho voluto raccontare in questo spettacolo, ci mostra e ci canta un continuo inno alla vita. Mortaccia è una donna irriverente, estrema, seria, burlona, amara, provocatoria, impudica e si serve dello scandalo per tentare di far riflettere chi ascolta. Per dirgli cosa? Quanto sia importante vivere e quanto siano nocivi certi luoghi comuni del vivere. E quanto sia importante ridere, nonostante tutto.   Sergio Mancinelli interpreta Sentenza, una falce sferzante dalle grandi capacità canore e dalla fisicità funambolica e leggera. Il delicatissimo Oreste Valente veste i panni di Funesto, il maggiordomo vessato e rigoroso, mimo virtuoso, comico e, all’occorrenza, cantante e ballerino. Mortaccia, ci trascina in questo aldilà musicale dove, grazie a un piccolo giallo, ci racconta la sua filosofia fra uno sberleffo e una lacrima di commozione. Canta che ti passa, diceva quel tale e, forse, non aveva tutti i torti… Giovanna Gra  

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