Replica con audiodescrizione per spettatori non vedenti o ipovedenti 5 ottobre 2014 ORE 17.00 al Teatro GHIONE di Roma: Uscirò dalla tua vita in taxi


by on Ott 1, 2014 in Teatro
http://www.teatroghione.it/stagione/item/usciro-dalla-tua-vita-in-taxi   Franco Castellano Maria Letizia Gorga Maximilian Nisi Ketty Roselli di K. Waterhouse e W. Hall
  adattamento e regia Pino Ammendola scene: Carlo Di Marino costumi: Carolina Olcese 
Questa commedia comica di K. Waterhouse e W. Hall è stato un grande successo internazionale e nelle rare messe in scena italiane ha sempre realizzato il tutto esaurito. La storia verte su tradimenti coniugali veri o presunti. Ma il proposito degli autori è quello di mettere in rilievo le nostre paure d’amare e di essere amati, evidenziando come possa essere facile complicarsi da soli la vita per paura di comunicare agli altri le nostre emozioni e i nostri sentimenti, il tutto attraverso una ironia pungente di gusto tipicamente inglese. La commedia si snoda brillantemente tra telefonate incrociate, equivoci e dialoghi scoppiettanti, a volte persino surreali come spesso si rivela essere anche il nostro vivere quotidiano senza che noi ce ne rendiamo conto. Un cast di provata solidità e la mano di un autore comico di successo alla regia, garantiranno un adeguamento al gusto e alla risata italiana. Personaggi e interpreti David Lord – FRANCO CASTELLANO Sarah Lord – MARIA LETIZIA GORGA Stuart – MAXIMILIAN NISI Valerie – KETTY ROSELLI La scelta di privilegiare la datazione originale lasciando l’ambientazione nella Londra borghese degli anni sessanta, mi ha permesso di usare molti brani dei Beatles che tanto hanno contribuito al cambiamento del gusto non solo musicale, di una intera classe sociale. Il mio adattamento, pur spingendo sul pedale del puro divertimento da “commedia italiana”, ha cercato di non rinunciare mai al sofisticato meccanismo della commedia inglese che affonda le sue radici addirittura in Wilde. I personaggi sono tutti pervasi da un sottile cinismo, non vogliono rinunciare ai propri obbiettivi ma non vogliono nemmeno uscire dagli schemi di una società molto rigida in cui rispettare le regole significa garantirsi il rispetto sociale anche se quelle regole non sono affatto “giuste”. Nella versione originale la presenza delle scale e dell’ascensore garantiscono il meccanismo alla vaudeville per cui i personaggi si sfiorano ma non si incontrano, nella nostra scelta abbiamo rinunciato ad una farraginosa macchina teatrale per affidare alla drammaturgia i meccanismi d’incastro dei personaggi. La stessa scena è concepita in una dimensione quasi surrealista suggerendo l’dea del fumetto anni sessanta.

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