SPETTACOLO TEATRALE ADATTATO IN LIS LA CIOCIARA TEATRO DI MESSINA

by on Gen 10, 2011 in Archivio , Teatro
19/23 GENNAIO 2011 LA CIOCIARA di Annibale Ruccello tratto dall’omonimo romanzo di Alberto Moravia con Donatella Finocchiaro e Daniele Russo regia Roberta Torre LA CIOCIARA DI ANNIBALE RUCCELLO DA ALBERTO MORAVIA Dal capolavoro letterario e dal film di Vittorio De Sica che valse l’Oscar a Sofia Loren, Annibale Ruccello nel 1985 trasse la riduzione teatrale de “La Ciociara”, ricevendo il consenso entusiasta di Alberto Moravia. La sensibilità e la provata capacità di Roberta Torre, regista affermata di cinema, la restituisce oggi al teatro con tutta la sua forza dirompente e l’intensa profondità. Donatella Finocchiaro, che tante volte ha dato vita nel cinema ed in teatro a personaggi di potente carica emotiva, è Cesira, la Ciociara, mentre Daniele Russo è Michele, l’uomo del quale è innamorata, l’idealista partigiano che morirà per salvare altre vite umane. I costumi sono di Mariano Tufano, vincitore tra l’altro del David di Donatello per i costumi del film “Nuovo mondo” di Emanuele Crialese. La ciociara: guerra di fantasmi È passata la guerra e anche la violenza che le ha trafitte: una madre e una figlia oggi stanno litigando per l’acquisto di un’automobile. Così ha inizio la nostra storia. Come se nulla fosse successo, nella Ciociara di Ruccello a farla da padrone sono i Fantasmi. Fantasmi della brama di avere, possedere oggetti di consumo semplici come può essere un televisore o una macchina nuova. Qui Cesira non è più quella madre sconvolta sul ciglio della strada polverosa a chiedere pietà per la sua povera figlia violata, Rosetta non è quella che non sarà mai più come prima dopo le mani estranee sul suo corpo di bambina: il fantasma di quella violenza si è tramutato in quotidiana banalità come se nulla fosse, l’ha cambiata per sempre in modo subdolo e silenzioso. È questa la vera violenza che nella scrittura di Ruccello ci proietta in un universo dell’orrore dove tutto viene dimenticato in cambio di una normalità apparente e inquietante. È straordinariamente attuale questa Ciociara, ci parla dei nostri giorni e di mutamenti apparentemente impercettibili ma definitivi. Ci parla anche della nostra Italia e dell’oggi, come in ogni testo straordinario è anche stato profetico Annibale Ruccello. E dunque se di fantasmi si tratta ho immaginato una messa in scena che possa materializzare i ricordi e il passato, che li traduca in immagini proiettate, che li chiuda in una scatola magica che molto ricorda una vera e propria proiezione da cinema. Ed ecco quindi che il cinema e il teatro interagiscono strettamente in questa Ciociara, oggi e ieri si mescolano continuamente lasciando ai protagonisti della scena una doppia anima che li rende corpi capaci di interagire con i fantasmi. Pochi oggetti sulla scena e un mondo di proiezioni interiori e non solo: un viaggio dove ieri e oggi prendono forma e ci trascinano avanti e indietro nel tempo. Roberta Torre

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