SPETTACOLO TEATRALE ADATTATO IN LIS L’ORO DI NAPOLI TEATRO DI MESSINA

by on Mar 10, 2011 in Archivio , Teatro
16/20 MARZO 2011 L’Oro di Napoli da Giuseppe Marotta adattamento di Armando Pugliese e Gianfelice Imparato con Gianfelice Imparato musiche Nicola Piovani regia Armando Pugliese L’ORO DI NAPOLI DI A. PUGLIESE E G. IMPARATO DA GIUSEPPE MAROTTA Note di regia Una dichiarazione d’amore per Napoli, città splendida e miserabile, amorosa e spietata, e per i suoi abitanti, disperati, poveri, ricchi di fantasia, magnifici, capaci di inventarsi la vita giorno per giorno. In questi racconti la Napoli di un tempo rivive senza pietismo o retorica, ma con commossa, asciutta, a volte divertita partecipazione. – Così nel risvolto di copertina del libro Film in sei episodi, tratti dall’omonimo libro di Giuseppe Marotta, difficile fare una graduatoria in un film di insolita omogeneità, tematica e stilistica, se non basandosi sui gusti personali. Di Marotta si accentua la vena umoristica più che quella malinconica, l’allegria più che la tristezza. L’Oro di Napoli è la pazienza, “la possibilità di rialzarsi dopo ogni caduta; una remota, ereditaria, intelligente, superiore pazienza.” È il suo tema conduttore. Non è un film neorealista. Di maniera nel suo bozzettismo? Toppo teatrale e calligrafico? Forse, ma riscattato dalla sagace direzione desichiana degli attori e dallo stesso teatralismo del popolo dei bassi napoletani. – Così sul film di De Sica del 1954. È da quel ‘teatralismo’ che si intende partire per un’edizione teatrale de “L’Oro di Napoli”, da quella miriade di personaggi e di situazioni, dolenti o comiche, tragiche o paradossali, raccolte tutte in un unico di quei palazzoni di cui pullula il centro storico di Napoli. E, come a strati, progressivamente ne scopriamo gli interni, e negli interni gli episodi, e negli episodi i personaggi che, a prescindere dagli stessi singoli episodi, interloquiscono tra loro nell’androne, tra le scale, nella strada, sui pianerottoli del palazzo-microcosmo, dando vita a quella coralità dolente e magica di una Napoli anche furbesca ed ingannatrice, ma non imbastardita da un degrado che sembra inarrestabile. Per cui questa edizione teatrale de “L’Oro di Napoli” di Giuseppe Marotta non sarà una pedissequa riproposta del film di De Sica, ma una ricomposizione totalmente nuova dei suoi racconti, di cui alcuni sfruttati anche dal film ma altri completamente inediti da un punto di vista spettacolare e tratti direttamente dagli scritti di Giuseppe Marotta. – Così dagli intenti teatrali del 2009. Armando Pugliese

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