PEPPE BARRA – TEATRO GHIONE DI ROMA DOMENICA 21 FEBBRAIO 2016 ORE 17.00 AUDIODESCRIZIONE DELLO SPETTACOLO Sogno di una notte incantata

by on Feb 16, 2016 in Teatro

Sogno di una notte incantata

Con Peppe Barra liberamente ispirato a Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile di Peppe Barra e Fabrizio Bancale regia di Fabrizio Bancale replica con audiodescrizione per spettatori non vedenti o ipovedenti: 21 febbraio tutti i giorni, ore 21.00 Lunedi, riposo Domenica, ore 17.00 Una favola satirica. Un viaggio poetico e visionario. Uno spettacolo musicale che danza sulle ali dell’illusione, tra il reale e l’immaginazione, l’incanto e il divertimento, la suggestione e l’affabulazione. Con illustrazioni, disegni animati, contributi tecnologici e musica dal vivo… alla ricerca dello stupore e della poesia. Peppe Barra affronta un classico della letteratura barocca, “Lo cunto de li cunti”, più conosciuto come “Pentamerone”, la raccolta seicentesca di fiabe di Giambattasta Basile, considerata il monumento della cultura e della fantasia di un intero popolo: quello napoletano, naturalmente. Un’opera che ebbe larga diffusione nella civiltà europea dell’epoca, tanto da costituire, nelle varie elaborazioni successive, un patrimonio comune a tutte le culture mondiali (da Charles Perrault, ai fratelli Grimm, fino ad arrivare a Walt Disney, giusto per citarne alcuni). Così, Peppe Barra ci accompagna per mano in un mondo fiabesco e fantastico, tra luci accecanti e ombre nere, tra fate, streghe crudeli e animali parlanti. Un mondo incantato dove i bei Principi azzurri… soffrono di violenti attacchi intestinali; e gli inquietanti Orchi (che di solito terrorizzanoi sonni dei bambini)… si invaghiscono dei riccioli biondi di sette giovincelli, provocanti e dispettosi. Un mondo, insomma, in cui il fascino della letteratura barocca si fonde con la dirompente ironia e l’irriverente arte affabulatoria dell’eclettico artista napoletano. “Era ‘na vota, a lo paese di Arzano, ‘na bona femmena, la quale ogne anno scarrecava ‘no figlio mascolo; tanto che erano arrivati a sette…” Questo è l’incipit della fiaba de “I sette palombelli” che noi abbiamo deciso di utilizzare come fil rouge dell’intera narrazione. Iannetella (così si chiamava la madre) esce incinta un’altra volta ma, a causa della sbadataggine della balia, i suoi sette figlioli sono convinti che sia nato un altro maschietto e così decidono di abbandonare il già troppo popoloso nido domestico, per andare a cercar fortuna in giro per il mondo. Invece, Iannetella dà alla luce una bella bambina, dai riccioli d’oro. Trascorrono gli anni e, diventata ormai una fanciulla, Gianna (questo era il suo nome) decide di incamminarsi alla ricerca dei suoi sette fratelli. Comincia, così, un viaggio avventuroso e magico, tra boschi fatati, castelli incantati e alberi che si muovono…e parlano pure. Nel suo lungo cammino la fanciulla si imbatte in principi azzurri, streghe e regine, incontra orchi e animali parlanti… Come sfogliando le gigantesche pagine di un libro, conosciamo l’ingenuo Vardiello, la papera d’oro, l’orco disperatamente innamorato del giovane Giangrazio…e tanti altri personaggi che appartengono all’universo ironico e visionario del Basile. All’insegna della fantasia, dell’incanto… e della follia. Ed ora, amici miei, mi rivolgo a tutti voi stasera per quello che davvero siete: illusionisti, belle sirene, viaggiatori, avventurieri, maghi e maghe. Venite a sognare con me!incantata-660x375

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